L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale è tra i player che dibattono su strategie e azioni per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità, resilienza e autonomia del Paese entro il 2050, nell’ambito del Forum nazionale Duezerocinquezero su energia e sostenibilità.
Giunto alla quinta edizione, il Forum quest’anno è coorganizzato dalla Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità, di cui AdSPMAS è socio co-fondatore e membro dei diversi gruppi di lavoro che approfondiscono le varie sfaccettature dello sviluppo di un eco-sistema complesso come quello veneziano. Al centro del Forum anche le smart cities, la governance collaborativa e la sostenibilità sociale, passando per gestione dei rifiuti, nuove tecnologie ed efficienza energetica.
In questo contesto, l’Ing. Paolo Menegazzo, Responsabile Area Pianificazione Strategica Trasportistica dell’AdSPMAS interviene il 22 aprile nel panel denominato “Resilienza urbana ai cambiamenti climatici: il caso di Venezia” che esplora i rischi legati all’innalzamento del mare e a eventuali eventi catastrofici per capire come Venezia stia affrontando le problematiche attraverso il coinvolgimento di attori pubblici e privati. Il contributo del tecnico di AdSPMAS evidenzia come nel contesto delle trasformazioni indotte dal cambiamento climatico, il porto di Venezia è destinato a convivere in modo sempre più stretto con il sistema MOSE, la cui attivazione diventerà progressivamente più frequente a causa dell’innalzamento del livello medio del mare. Si ricorda tuttavia che, anche se questo rappresenta indubbiamente un vincolo operativo, non si tratta di un unicum: esistono già nel mondo porti ad accesso regolato, come Rotterdam o Anversa, che dimostrano come sia possibile coniugare efficienza e sicurezza anche in tali condizioni. Le chiusure del MOSE, infatti, sono limitate nel tempo e compatibili con la continuità delle attività portuali.
Venendo alla sfida principale, per AdSPMAS, è garantire che, nei periodi di apertura, i canali di accesso siano pienamente navigabili in ogni condizione meteomarina e di visibilità: in questa direzione è fondamentale l’adeguamento del canale di accesso, attraverso un approccio integrato che combini soluzioni gestionali – come l’impiego di tecnologie avanzate per la localizzazione e il supporto alle manovre – e interventi infrastrutturali mirati.
AdSPMAS ha già sviluppato un progetto, attualmente in fase di valutazione di impatto ambientale, che risponde a queste esigenze: è una proposta che si fonda su un equilibrio tra funzionalità della navigazione e tutela della laguna: non un semplice dragaggio, ma un intervento che include anche la ricostruzione di morfologie lagunari, come le barene, per mitigare gli effetti erosivi e favorire la creazione di nuovi habitat. Il programma è disponibile sul sito www.duezerocinquezero.it


