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Un nuovo nome in laguna: “RACU – L’isola che cura Venezia”

Venezia, 09 ottobre 2026 – Si chiude oggi l’edizione 2026 dei Port Days nei Porti di Venezia e Chioggia, l’iniziativa nazionale, dedicata quest’anno al tema “Porta del Mediterraneo”, alla quale aderisce l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, con un programma rivolto a cittadini, famiglie, studenti e visitatori. Un’edizione che, attraverso musica, visite, attività educative, escursioni e momenti di incontro, ha interessato migliaia di cittadini e cittadine, rendendo tangibile la strategia AdSP MAS di un crescente dialogo con le città e con le comunità. Conoscere il porto significa infatti conoscerne non soltanto la funzione economica e logistica, ma anche il valore culturale, ambientale e sociale.

È in questo quadro che si inserisce una delle principali novità dell’edizione 2026 dei Port Days: la nuova isola della laguna ha un nome. Si chiama “RACU – L’isola che cura Venezia”, scelto attraverso un concorso che ha coinvolto 10 classi quarte e circa 200 alunni e alunne di istituti scolastici provenienti dalle diverse aree della Città metropolitana di Venezia.

Hanno partecipato al concorso le scuole B. Zendrini di Pellestrina, G. Gallina e G.R. Michiel di Venezia centro storico, S. Pellico e Berna di Mestre, L. da Vinci di Pianiga, M. Merlin di Sottomarina di Chioggia, Goldoni di Spinea, D. Alighieri di Portogruaro ed European School of Venice di Zelarino.

Le proposte sono state valutate da una giuria composta da Federica Bosello (Presidente) per l’Autorità di Sistema Portuale, Valerio Volpe per l’Autorità per la Laguna, Dennis Wellington per il Comune di Venezia e Sara Lunardelli per il Commissario Crociere Venezia, sulla base dei criteri stabiliti dal regolamento: pertinenza rispetto alla laguna e alla funzione della nuova isola, coerenza della motivazione, originalità, chiarezza del percorso e capacità evocativa.

La proposta “RACU – L’isola che cura Venezia” è stata indicata all’unanimità dai componenti della giuria presenti come vincitrice, per la capacità di coniugare originalità del nome, forza comunicativa e coerenza con le funzioni della nuova isola.

Il nome nasce dall’anagramma della parola “cura”, richiamando così l’attenzione alla tutela della laguna e, contemporaneamente, l’idea della trasformazione. RACU si ispira infatti al raku, tecnica artistica giapponese che trasforma la materia in armonia con la natura e rende ogni creazione unica. La proposta richiama infine il rapporto storico tra Venezia e l’Oriente e lo scambio tra culture che da sempre caratterizza la città e la sua vocazione marittima.

Nella motivazione elaborata dalla classe, RACU è “l’isola che cura Venezia”: un’isola progettata per il futuro, chiamata a contribuire alla salvaguardia della laguna e al miglioramento della navigazione in città e nel porto, nel rispetto dell’equilibrio naturale.

La scelta della giuria valorizza quindi una proposta che, partendo dal linguaggio degli alunni e delle alunne, riesce a sintetizzare una pluralità di significati: cura dell’ambiente, trasformazione, rapporto tra uomo e natura, scambio culturale e vocazione marittima di Venezia. L’utilizzo dell’anagramma trasforma inoltre il concetto di “cura”, inteso come gesto e responsabilità, in un nome proprio, conferendo alla nuova isola un’identità riconoscibile e una forte valenza simbolica.

Il progetto proseguirà anche oltre i Port Days. Sono infatti allo studio, insieme al Comune di Venezia e all’Autorità per la Laguna, nuove attività didattiche dedicate alla nuova isola, con laboratori rivolti alle scuole per approfondirne la funzione e accompagnare alunni e alunne nella conoscenza del suo ruolo a partire dal 2027.

Ma il bilancio generale della manifestazione restituisce nel complesso una partecipazione significativa. I Port Days si sono aperti con il San Basilio Waterfront Music Fest, che ha registrato circa 1.000 partecipanti, per poi proseguire con un calendario articolato tra Venezia, Marghera e Chioggia.

A Chioggia, tutto esaurito per le visite alla sede della Capitaneria di Porto e per il concerto dei Vocal Skyline che hanno coniugato testi, immagini, musica e voci per una narrazione inedita sulla portualità clodiense. Particolarmente significativa è stata la partecipazione alle attività di Port Educational (circa 200 bambini e bambine) con laboratori rivolti anche, per la prima volta, alle scuole dell’infanzia e una caccia al tesoro dedicata alla conoscenza del porto e del territorio.

A Porto Marghera, sono state circa 450, tra studenti e cittadini, le persone coinvolte nelle escursioni in barca e presso la Venezia Heritage Tower, consentendo di conoscere più da vicino spazi, infrastrutture e attività di un’area che rappresenta uno dei principali poli produttivi e logistici del sistema portuale.

Il programma è proseguito con podcast e momenti di informazione online, uno spettacolo teatrale che ha fatto il doppio sold out ieri all’Auditorium Santa Margherita, mettendo in scena “Cotrugli. Il libro dell’arte della mercatura” ad opera di Fucina Arti performative Ca’ Foscari, nonché momenti di approfondimento.

Si conclude quindi oggi negli spazi di Vecon PSA Venice, dove sono protagonisti i 200 alunni e le alunne delle classi che hanno partecipato al concorso insieme ai loro gli insegnanti.

I Port Days 2026 confermano così la volontà dell’Autorità di Sistema Portuale di rafforzare il rapporto tra porto e territorio, offrendo occasioni concrete per conoscere una realtà che appartiene alla storia e al presente di Venezia e Chioggia e che contribuisce a costruirne il fuuro.

 

Un momento della premiazione

Un momento della premiazione

Le scuole primarie in visita al terminal Vecon di Marghera

Le scuole primarie in visita al terminal Vecon di Marghera

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