Venezia, 20 febbraio 2026. E’ stato siglato oggi, presso la sede dell’Autorità per la Laguna, Palazzo X Savi, il Patto per le azioni di ripristino ecologico della Laguna di Venezia, un documento di impegno condiviso che mira a rafforzare la collaborazione tra istituzioni, comunità scientifica, organizzazioni della società civile e cittadini, per il rafforzamento della resilienza degli ecosistemi lagunari.
Gli Enti Primi Firmatari del Patto sono:
Autorità della Laguna (Presidente: Roberto Rossetto)
Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Settentrionale – Porti di Venezia e Chioggia (Presidente: Matteo Gasparato)
CORILA – Consorzio per il coordinamento delle ricerche inerenti il sistema lagunare di Venezia (Presidente: Francesco Musco)
CMCC – Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici (Presidente: Antonio Navarra)
L’iniziativa è nata nel quadro del progetto europeo REST-COAST – Large-scale RESToration of COASTal ecosystems through rivers-to-sea connectivity (Horizon 2020 – Green Deal) e rappresenta uno dei suoi principali risultati, in termini di proposta di strumenti di governance. Il Patto è infatti concepito come uno strumento di indirizzo per accompagnare le politiche e le pratiche di ripristino ecologico nel medio-lungo periodo, in coerenza con il Green Deal europeo e con le strategie per la biodiversità e l’adattamento ai cambiamenti climatici.
Il documento sostiene una transizione della governance lagunare, promuovendo un modello basato su cooperazione istituzionale stabile, integrazione tra competenze tecnico-scientifiche e responsabilità decisionali e monitoraggio continuo degli interventi e dei loro effetti su biodiversità e servizi ecosistemici. In questo percorso, i rappresentanti delle organizzazioni della società civile sono riuniti in un tavolo permanente di confronto dedicato al ripristino lagunare (nel linguaggio del progetto “CORE-PLAT”) e contribuiscono alla definizione delle priorità, alla condivisione delle conoscenze e alla valutazione degli esiti delle azioni intraprese, rafforzando la dimensione partecipativa e la legittimazione delle scelte.
Il Patto intende inoltre favorire l’integrazione delle buone pratiche di ripristino ecologico, elaborate e validate nell’ambito del progetto REST-COAST, nella programmazione e nei capitolati tecnici degli interventi presenti e futuri in laguna.
Matteo Gasparato, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale ha dichiarato: “Venezia è il suo porto e il porto è Venezia. Questo significa che la tutela della laguna e lo sviluppo della portualità non sono obiettivi alternativi, ma parti di una stessa responsabilità istituzionale. La laguna è un ambiente interamente antropico, modellato in oltre mille anni di interventi per difendere la città e consentire la navigazione: il nostro compito oggi è proseguire questa storia con strumenti tecnologici, scientifici e ambientali adeguati al XXI secolo. Vanno letti in questa prospettiva gli interventi attualmente promossi dall’Autorità di Sistema Portuale, volti ad incrementare l’accessibilità nautica tutelando al contempo l’ecosistema. I progetti di escavo manutentivo attualmente in fase di valutazione di impatto ambientale, formulati nell’ambito del progetto Channeling ed in aderenza con quanto sancito dal patto, forniscono un autentico contributo alla ricostruzione e al riequilibrio della morfologia lagunare. La gestione dei flussi idrodinamici, la corretta collocazione dei sedimenti, la realizzazione di strutture morfologiche, unitamente alla definizione di sezioni compatibili con le esigenze del sistema portuale, riducono fortemente i fenomeni erosivi e ristabiliscono un assetto più coerente tra canali navigabili e barene, in una logica di manutenzione attiva”.
Roberto Rossetto, Presidente dell’Autorità per la Laguna di Venezia – Nuovo Magistrato alle Acque, ha dichiarato: “I cambiamenti climatici attualmente in atto e il continuo verificarsi di eventi estremi stanno condizionando sempre più la vita del nostro pianeta. Con il Programma degli Interventi a suo tempo predisposto dall’allora Magistrato alle Acque a valle dell’Acqua Granda del 1966, si è dato corso all’esecuzione delle opere di Salvaguardia di Venezia e della sua Laguna. A seguito di un lungo ed impegnativo percorso di approvazione, è stato realizzato il Sistema MOSE. A partire dal 2020 il MOSE è stato attivato 151 volte e siamo oggi alla sesta stagione di Salvaguardia. Grazie alla realizzazione di questo complesso di opere Venezia, la più bella e fragile città del mondo è anche la più protetta. Le sfide da affrontare sono tuttavia ben più complesse e articolate. L’erosione delle strutture morfologiche e dei fondali lagunari favorisce la colonizzazione di specie aliene, il granchio blu, la piccola noce di mare, che mettono a rischio l’ecosistema lagunare e con esso la sopravvivenza delle specie autoctone, con il rischio sempre più concreto di perdita di biodiversità. Nell’ambito del Progetto REST-COAST – Large-scale RESToration of COASTal ecosystems through rivers-to-sea connectivity (Horizon 2020 – Green Deal) si sono affrontati scientificamente i problemi e si sono tracciate le linee guida per l’integrazione delle buone pratiche di ripristino ecologico in ambito lagunare. È necessario lavorare tutti insieme per mettere in atto una specifica strategia ecologica per la Laguna di Venezia. Con il documento che si sottoscrive si promuove una cooperazione istituzionale che integra le competenze scientifiche e quelle istituzionali creando un modello virtuoso da preservare e implementare nel tempo. La governance della laguna oggi sta cambiando grazie all’istituzione dell’Autorità per la Laguna di Venezia – Nuovo Magistrato alle Acque, dotata di un Comitato di Gestione, del quale fanno parte i quattro ministeri competenti, la Regione Veneto, la Città Metropolitana e il Comune di Venezia, per la condivisione degli obiettivi e delle strategie, nonché di un Comitato Tecnico per l’approvazione degli interventi. L’Autorità si è dotata, inoltre, di un apposito Comitato Scientifico di alto profilo al fine di orientare le scelte in maniera opportuna, moderna e supportata dalla Scienza. In collaborazione con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale e le altre Amministrazioni Pubbliche del territorio e con il supporto degli Istituti di ricerca, l’Autorità per la Laguna opererà al fine di elaborare e proporre soluzioni in grado di salvaguardare Venezia, le attività tipiche della Laguna e la vita stessa delle genti lagunari”.
Francesco Musco – Presidente di CORILA – Consorzio per il coordinamento delle ricerche inerenti il sistema lagunare di Venezia, ha dichiarato: “La sottoscrizione del Patto segna un passaggio importante nella costruzione di una governance realmente integrata del sistema lagunare. Venezia e la sua laguna costituiscono un ecosistema complesso, in cui le componenti ambientali, infrastrutturali, economiche e sociali interagiscono in modo continuo: la loro gestione richiede un presidio permanente di conoscenza scientifica ad efficace supporto delle decisioni pubbliche.
CORILA è stato istituito, con la supervisione del Ministero dell’Università e della Ricerca, proprio con questa finalità: coordinare la ricerca scientifica sul sistema lagunare, renderla operativa e metterla a servizio delle istituzioni. Attraverso la collaborazione tra i suoi soci — Università Iuav di Venezia, Università Ca’ Foscari Venezia, CNR e OGS — CORILA integra competenze multidisciplinari di analisi, pianificazione e progettazione territoriale, economia ambientale, processi fisici ed ecosistemici, oceanografia e modellistica avanzata. Questa integrazione consente di tradurre dati, monitoraggi e scenari previsionali in strumenti concreti di valutazione e supporto alle politiche.
In una fase storica caratterizzata dal cambiamento climatico, dall’innalzamento del livello del mare e dall’evoluzione morfologica della laguna, le decisioni sulla gestione della laguna, prese sulla base della migliore conoscenza disponibile, devono poter essere continuamente verificate e -dove serve- corrette nel tempo. Investire nella ricerca scientifica, che mantiene le conoscenze allo stato dell’arte, rappresenta una condizione necessaria per orientare interventi efficaci e sostenibili nel lungo periodo, alimentando un vero e proprio sistema di supporto alle decisioni pubbliche. Siamo grati all’Autorità della laguna per avere condiviso con noi tutto il percorso del progetto REST-COAST come partner e all’Autorità di Sistema Portuale per la fattiva collaborazione: il Patto sigilla positivamente questo percorso e rafforza questa prospettiva: istituzioni e comunità scientifica condividono responsabilità e obiettivi, supportando la costruzione di un modello di governance adattiva fondato su conoscenza, monitoraggio continuo e valutazione degli effetti delle azioni intraprese, confrontandosi in maniera strutturata ed efficace con i cittadini. CORILA continuerà a operare come piattaforma di coordinamento tra ricerca e amministrazioni pubbliche, costruendo anche strumenti di dialogo con tutte le componenti sociali, affinché la salvaguardia della Laguna di Venezia possa garantire insieme resilienza ecologica, sicurezza territoriale e prospettive di sviluppo inclusivo e sostenibile“.
Antonio Navarra, Presidente della Fondazione CMCC – Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, ha dichiarato: “Le scienze del clima svolgono oggi un ruolo cruciale nel sostenere un dialogo istituzionale efficace, capace di coinvolgere decisori politici, comunità locali e stakeholder nella costruzione di soluzioni efficaci per il futuro della laguna di Venezia. La firma del Patto per le azioni di ripristino ecologico è per il CMCC un momento molto significativo perché testimonia che un’istituzione scientifica avanzata come la nostra non solo si impegna per mettere a disposizione le più avanzate conoscenze scientifiche a beneficio dei processi decisionali, ma è anche attiva nel far sì che queste conoscenze possano trovare la migliore applicazione nello specifico contesto sociale, economico ed ambientale. Infatti, l’integrazione di conoscenze scientifiche, buone pratiche di ripristino costiero e strumenti di pianificazione innovativi rende possibile progettare interventi disegnati sui bisogni del territorio e coerenti con le sfide poste dal cambiamento climatico. I modelli climatici e di analisi del rischio ambientale, impegati nelle attività del progetto RestCoast, insieme al rafforzamento del monitoraggio in situ e all’utilizzo dell’intelligenza artificiale sono frutto dell’applicazione delle tecnologie più innovative in questo ambito di ricerca, consentono di fornire dati con un alto livello di definizione sull’ecosistema lagunare per favorire una valutazione del rischio e una valutazione degli interventi di adattamento che è possibile pianificare. Accanto a questi strumenti, i processi di co-progettazione permettono di allineare i risultati scientifici con le priorità espresse da tutti gli attori interessati, migliorando così l’efficacia dei processi decisionali. Dall’esperienza di RestCoast, attraverso l’integrazione stabile delle competenze della ricerca scientifica multidisciplinare, delle istituzioni e di tutti gli stakeholder, emergono i benefici di soluzioni innovative che possono garantire alla laguna di Venezia un futuro più sicuro, sostenibile e resiliente ai cambiamenti in atto”.