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Sicurezza, nasce il tavolo permanente dell’AdSPMAS per la prevenzione e il miglioramento delle attività portuali

Al via un percorso condiviso con imprese, lavoratori e organizzazioni sindacali. Gasparato: «La sicurezza è una responsabilità dell’intera comunità portuale, non di una singola organizzazione. Mettiamo a fattor comune conoscenze, esperienze e buone pratiche per trasformare le criticità in azioni concrete». Incontri B2B e sessioni allargate nei prossimi mesi per definire una strategia condivisa ed efficace sulla sicurezza in porto.

Venezia, 24 settembre 2026 – Un percorso stabile di confronto tra tutti i soggetti che operano nel sistema portuale per rafforzare la prevenzione, individuare le criticità, condividere le esperienze e tradurre le evidenze operative in azioni concrete. È questo l’obiettivo del Tavolo Permanente per la prevenzione e il miglioramento della sicurezza delle attività portuali, avviato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale.

L’iniziativa parte dalla consapevolezza che la sicurezza debba certamente accompagnare l’evoluzione delle attività portuali ma che non possa fermarsi alla mera adozione della normativa e possa trasformarsi da necessario presidio quotidiano a elemento di competitività portuale. All’interno dei Porti di Chioggia e Venezia convivono traffici differenti, merci differenti, impianti differenti e modalità operative che cambiano rapidamente. In questo contesto è necessario sviluppare una capacità costante di prevenzione, aggiornamento delle procedure, formazione e adattamento alle nuove condizioni operative. Per farlo sono stati individuati tre cardini del progetto: prevenzione, confronto e miglioramento costante.

Si è condiviso che il miglior modo per affrontare le criticità non sia limitarsi a osservare ciò che non funziona ma costruire occasioni di dialogo nelle quali condividere esperienze, difficoltà, soluzioni e buone pratiche. Il metodo di lavoro adottato prevede di partire da dati ed evidenze – comprese verifiche, segnalazioni e situazioni di rischio potenziale – per arrivare all’individuazione delle criticità e alla definizione delle priorità, attraverso il confronto con i terminal e con i diversi soggetti coinvolti. A questa fase seguiranno l’individuazione di azioni concrete e dei relativi tempi di attuazione e, infine, il monitoraggio della loro efficacia.

Entro ottobre 2026 sono previste riunioni con le singole imprese portuali, con il coinvolgimento degli RSPP e dei responsabili operativi, per analizzare gli esiti delle attività ispettive 2025 e 2026, definire gli impegni che ciascun terminalista assumerà entro la fine dell’anno e stabilire tempi e modalità per la risoluzione delle eventuali problematiche individuate. Seguiranno attività ispettive mirate e riunioni di verifica degli impegni assunti. Il percorso si concluderà con una riunione di fine anno, prevista per dicembre 2026, nella quale saranno condivisi gli esiti del confronto, raccolte le proposte di miglioramento, programmate le attività per l’anno successivo e individuate le buone pratiche da valorizzare e condividere all’interno del sistema portuale.

Tra gli ambiti sui quali si concentreranno le attività di analisi e indagine le specifiche caratteristiche di alcune tipologie di merci, le polveri diffuse e l’altezza dei cumuli, la delimitazione delle aree operative, le condizioni di banchine e piazzali, i mezzi operativi e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, la formazione, le attrezzature e gli accessori di sollevamento, oltre alle criticità che dovessero emergere nel corso di ispezioni congiunte o simulazioni di emergenza. Il percorso potrà coinvolgere, oltre alle imprese e alle loro strutture di prevenzione e operative, anche Prefettura, Vigili del Fuoco, SPISAL, Ispettorato d’Area Metropolitana e Capitaneria di Porto, nonché altri enti per attività ispettive congiunte e simulazioni.

«In porto possiamo avere interessi, responsabilità e funzioni diverse, ma c’è un obiettivo sul quale non possono esistere differenze di vedute: garantire che ogni persona che entra a lavorare nei nostri scali possa svolgere la propria attività nelle migliori condizioni possibili e possa rientrare a casa in sicurezza alla fine della giornata», sottolinea il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, Matteo Gasparato. «Il Tavolo che inauguriamo oggi nasce proprio con questo spirito: non siamo qui per fare graduatorie tra chi è più o meno virtuoso, ma sviluppare una cultura della sicurezza capace di entrare nelle scelte quotidiane, nei comportamenti, nell’organizzazione del lavoro e nelle relazioni tra le persone, una cultura nella quale ciascuno si senta responsabile non solo della propria sicurezza ma anche di quella dei colleghi che lavorano accanto a lui, tutto questo con il contributo di imprese, organizzazioni sindacali, lavoratori e Autorità di Sistema Portuale».

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