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Il Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale approva il DPSS

Venezia, 10 giugno 2026 – L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale comunica che il Comitato di Gestione ha adottato il Documento di Programmazione Strategica di Sistema (DPSS), strumento introdotto dalla riforma della Legge n. 84/1994 e destinato a rappresentare il quadro di riferimento strategico per lo sviluppo della portualità commerciale del territorio nei prossimi decenni.

Il DPSS – la cui approvazione definitiva spetta al MIT, previa intesa con la Regione e solo una volta acquisiti i pareri dei Comuni interessati – costituisce una delle principali innovazioni normative della riforma portuale italiana poiché introduce, per la prima volta, una visione integrata e unitaria del Sistema Portuale, superando la frammentazione della pianificazione dei singoli scali e definendo una strategia condivisa per il governo delle trasformazioni territoriali, infrastrutturali, ambientali ed economiche. Il documento rappresenta inoltre il punto di partenza dell’intero processo di pianificazione dell’Autorità di Sistema Portuale, che troverà poi compimento nei Piani Regolatori Portuali dei singoli scali.

Con un orizzonte temporale di circa 20 anni, il DPSS si configura come lo strumento strategico attraverso cui governare l’evoluzione del Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, delineando gli indirizzi di sviluppo infrastrutturale, logistico e produttivo in coerenza con le esigenze di sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica e competitività internazionale.

La strategia approvata, titolata “I porti del Veneto: adattamento e innovazione”, riconosce e valorizza le caratteristiche uniche del Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, realtà multifunzionale, multimodale e multicentrica che si distingue nel panorama nazionale ed europeo per la propria collocazione all’interno della Laguna di Venezia, contesto ambientale, storico e paesaggistico di eccezionale valore internazionale riconosciuto dall’UNESCO.

Il DPSS definisce una visione di sviluppo fondata sulla capacità del sistema portuale veneto di adattarsi alle grandi trasformazioni della portualità contemporanea — integrazione logistica, sostenibilità ambientale, transizione energetica e digitalizzazione — mantenendo al contempo la piena compatibilità con la fragilità e l’unicità del contesto lagunare.

Per Venezia centro storico, la strategia rafforza la vocazione di porto dedicato alle piccole crociere e al diporto nautico, valorizzando il rapporto storico e culturale tra la città e l’acqua. Per le aree di Marghera, il documento conferma e consolida il carattere commerciale, logistico e industriale dell’insediamento, oltre che la funzione crocieristica prevista dal decreto-legge n. 103/2021, ribadendo l’inscindibile relazione tra canali, banchine, piazzali e contesto lagunare.

Per Chioggia, il DPSS individua un modello di sviluppo fondato sulla specializzazione funzionale delle aree portuali: Isola dei Saloni sarà orientata prevalentemente alle attività passeggeri, turistiche e diportistiche, mentre Val da Rio consoliderà il proprio ruolo commerciale e peschereccio. La strategia guarda inoltre all’inclusione di Porto Levante e Porto Pila nell’ambito del Sistema Portuale, valorizzandone rispettivamente le funzioni energetiche, commerciali, diportistiche e legate alla pesca.

Nel breve termine, l’Autorità di Sistema Portuale punta al consolidamento delle attività esistenti per garantire l’approvvigionamento del Nord-Est e sostenere la competitività del sistema produttivo regionale. Gli interventi prioritari riguarderanno il miglioramento dell’accessibilità nautica dei canali di Venezia e Chioggia, il potenziamento dei collegamenti ferroviari e stradali di ultimo miglio, la valorizzazione degli spazi portuali e retroportuali anche attraverso la Zona Logistica Semplificata e il completamento del nuovo assetto crocieristico.

Nel medio termine, la strategia prevede il rafforzamento dell’intermodalità e dell’accessibilità del sistema portuale, con particolare attenzione allo sviluppo della piattaforma logistica di Montesyndial, area strategica di circa 90 ettari destinata a diventare uno dei principali hub intermodali del Mediterraneo. Parallelamente, il DPSS promuove la realizzazione di nuove connessioni multimodali tra il porto e le principali direttrici ferroviarie e autostradali nazionali, oltre alla riconversione energetica delle infrastrutture industriali e portuali verso nuovi vettori energetici da fonti rinnovabili, con particolare riferimento all’idrogeno.

Nel lungo periodo, il documento affronta in maniera strutturale il tema dei limiti dell’accessibilità nautica lagunare e delle restrizioni imposte dalla tutela ambientale e dal sistema MOSE. In questa prospettiva, il DPSS individua la necessità di sviluppare nuovi terminal offshore lungo la costa veneta, in grado di accogliere grandi navi container e crocieristiche, assicurando così al sistema portuale la possibilità di mantenere la propria competitività internazionale anche rispetto all’evoluzione del trasporto marittimo globale.

“Ringrazio la città metropolitana e la Regione del Veneto, oltre alle Capitanerie di Porto di Venezia e di Chioggia, per aver condiviso la visione delineata dal Documento di Programmazione Strategica di Sistema”, dichiara il Presidente AdSP MAS, Matteo Gasparato. “Una visione che punta a trasformare i porti di Venezia e Chioggia in hub logistici, industriali ed energetici innovativi, sostenibili e digitali, capaci di operare in maniera integrata per sostenere la crescita economica del Veneto e del Paese, tutelando al contempo l’unicità ambientale, storica e culturale della Laguna di Venezia. Ora inizia una fase fondamentale per lo sviluppo del nostro sistema portuale: la convocazione della Conferenza dei Servizi per acquisire i necessari pareri dei Comuni di Cavallino Treporti, Chioggia, Mira, Venezia, Porto Viro, Rosolina e Porto Tolle. L’attuazione della strategia contenuta nel DPSS consentirà, in sintonia con le amministrazioni locali, di rafforzare la resilienza del sistema portuale rispetto ai cambiamenti climatici e geopolitici, attrarre investimenti nazionali e internazionali, generare nuova occupazione qualificata e consolidare il ruolo dei porti veneti come motore di sviluppo economico sostenibile e nodo strategico delle reti europee TEN-T e della logistica internazionale”.

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