25 marzo 2026 – Venezia, Palazzo Ca’ Corner. In occasione del compleanno di Venezia, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale presenta i risultati dello studio “Le attività di impresa a Venezia e Chioggia”, realizzato dal Centro Studi Sintesi della CGIA di Mestre, offrendo una fotografia puntuale, validata e aggiornata del sistema portuale e del suo impatto economico, occupazionale e territoriale.
Il sistema portuale di Venezia e Chioggia si configura oggi come una realtà articolata e integrata, estesa su 2.500 ettari, con 22 chilometri di banchine, 65 chilometri di rete ferroviaria e 40 chilometri di rete stradale, per un valore complessivo delle infrastrutture pari a 6,4 miliardi di euro. Un sistema che supera la concezione tradizionale di area portuale, configurandosi come piattaforma economica complessa, capace di coniugare grandi aree industriali, filiere produttive specializzate e una forte interazione porto-città.
Lo studio evidenzia la presenza di 1.442 aziende attive, distribuite lungo l’intero spettro dei codici ATECO, a testimonianza di un tessuto imprenditoriale diversificato e multipurpose. Un elemento che rappresenta un fattore chiave di resilienza e adattabilità rispetto ai cambiamenti del contesto economico internazionale.
Dal punto di vista economico, il sistema genera un valore della produzione pari a circa 15 miliardi di euro, corrispondente al 51% del totale del Comune di Venezia e al 25% della provincia. Considerando gli effetti diretti, indiretti e indotti, il valore complessivo raggiunge i 44,2 miliardi di euro, con una distribuzione che interessa per il 54,6% l’area metropolitana di Venezia, per il 14,5% il resto del Veneto e per il 30,9% il territorio nazionale. In termini di Prodotto Interno Lordo, il contributo è pari al 6,5% del PIL regionale (13 miliardi di euro) e a 19 miliardi di euro su scala nazionale.
Particolarmente rilevante è l’impatto occupazionale: il sistema portuale impiega direttamente 26.898 addetti, mentre l’occupazione complessiva, includendo l’indotto, coinvolge 218.853 persone, distribuite tra area metropolitana (58%), resto d’Italia (28,2%) e Regione Veneto (13,8%). Un dato che conferma il porto come infrastruttura economica e sociale centrale per il territorio, capace di generare lavoro, reddito e coesione.
Nel 2025, nonostante le tensioni geopolitiche e le criticità nelle catene logistiche globali, il sistema portuale veneto ha registrato una crescita dei traffici, con 26,2 milioni di tonnellate di merci movimentate (+5,1%), 533.000 TEU (+11,2%), 3.235 navi e 735.000 passeggeri (+4,7%). La distribuzione merceologica conferma la vocazione multipurpose dello scalo, con un equilibrio tra merci in colli (41,7%), rinfuse solide (31,6%) e rinfuse liquide (26,7%).
Nel loro insieme, Venezia e Chioggia delineano un sistema portuale sfaccettato, in cui Porto Marghera mantiene una forte connotazione industriale e logistica in evoluzione, mentre Chioggia esprime una relazione diretta con il tessuto urbano, integrando attività portuali, commerciali, artigianali e legate alla pesca in un equilibrio dinamico.
Accanto alla dimensione economica, il sistema portuale è impegnato in un percorso strutturato verso la sostenibilità ambientale. Il Piano Operativo Triennale 2026–2028 prevede interventi per la riduzione degli impatti ambientali, l’efficienza energetica e il ripristino degli ecosistemi lagunari, tra cui il progetto di riqualificazione morfologica nell’area di Malamocco, con la realizzazione di 66 ettari di barene e 33,4 ettari di velme. Parallelamente, sono in corso investimenti per la gestione sostenibile delle risorse idriche e per l’elettrificazione delle banchine, con completamento previsto entro il 2026.
In questo contesto si inserisce il programma “Il Porto per il Territorio”, finalizzato a rafforzare il rapporto tra porto e comunità attraverso iniziative culturali, educative e di apertura degli spazi portuali. Il programma si sviluppa come un progetto di sistema, fondato su una rete strutturata di collaborazioni istituzionali che coinvolge la Città Metropolitana di Venezia, il Comune di Venezia e VELA, con cui sono in corso iniziative condivise legate al mare e alla città, e il Comune di Chioggia, con il quale prosegue un percorso congiunto anche in relazione alla nuova sede distaccata dell’Autorità di Sistema Portuale. A queste si affiancano collaborazioni con enti di rilievo nazionale e internazionale come la Biennale di Venezia, per lo sviluppo di programmi educational e l’utilizzo di spazi portuali per iniziative culturali, con l’Università Ca’ Foscari e l’Università IUAV per attività di ricerca, didattica e progettualità innovative rivolte ai giovani, con la Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità per lo sviluppo di progettualità legate alla resilienza delle infrastrutture e agli obiettivi di sostenibilità urbana, con la Procuratoria di San Marco per iniziative culturali rivolte alle nuove generazioni e con l’Autorità per la Laguna su dossier strategici per la gestione e la tutela del sistema lagunare. Un insieme coordinato di relazioni che conferma il ruolo del porto come piattaforma aperta, integrata e pienamente inserita nel sistema istituzionale e territoriale.
«Il nostro obiettivo è riposizionare il sistema portuale e contribuire a cambiarne la percezione, restituendogli il ruolo di risorsa economica, sociale e culturale per il territorio» ha dichiarato il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, Matteo Gasparato. «I dati dimostrano con chiarezza che la portualità rappresenta un’alternativa concreta e strutturata alla monocultura turistica. Venezia e Chioggia, insieme, esprimono un sistema portuale moderno, dinamico e resiliente, capace di competere a livello nazionale e internazionale. In questo percorso si inserisce anche l’impegno a ricostruire l’identità di un territorio che deve al rapporto con il mare il proprio patrimonio culturale, attraverso la ri-nascita di un nuovo marchio capace di raccontare al Paese e al mondo il valore dei Ports of Venice: non solo l’impatto economico e il ruolo strategico, ma anche il legame profondo con la storia, la cultura e l’identità di un luogo unico. Il lancio di nuovo brand rappresenterà il simbolo di una nuova fase, l’inizio di una nuova stagione per il porto. Questo territorio è nato “porto” ed è diventato un riferimento a livello globale: oggi, con dati concreti, dimostriamo che può continuare ad esserlo in modo moderno, sostenibile e competitivo, insieme alle Istituzioni e con una comunità che torni ad esserne orgogliosa».
Il sistema portuale veneziano si conferma così come una piattaforma strategica, capace di generare valore su scala ampia e di proiettarsi oltre il livello locale, contribuendo allo sviluppo economico, alla transizione ecologica e al rafforzamento dell’identità territoriale.