Al vertice del mare Adriatico. All’incrocio dei principali corridoi di trasporto europei. Nodo delle Autostrade del Mare.

Il Sistema Portuale Veneto si candida come gateway europeo per i flussi commerciali da e verso l’Asia.

Chioggia

 

Fu durante le invasioni barbariche nel V secolo che le due isole rifugio di Chioggia furono usate come rifugio per la popolazione veneta.
Chioggia e Sottomarina non hanno avuto un ruolo rilevante nell'antichità, sebbene se ne faccia già menzione per la prima volta in Plinio parlando di fossa Clodia. La leggenda locale attribuisce questo nome alla sua fondazione da parte di un Clodio, ma non esistono fonti certe che lo confermino. Il nome della città è cambiato spesso, passando da Clodia, a Cluza, Clugia, Chiozza, per poi, assumere definitivamente il nome di Chioggia

Il ruolo portuale spiega il fiorire della città e le ragioni del suo rilevante sviluppo tra l'XI e il XII secolo, epoca in cui assume il ruolo di un'importante città portuale, incentrata sul commercio e la produzione del sale, la pesca e altre attività economiche legate al suo mare.
L’importanza acquisita diede a Chioggia le attenzioni della vicina Repubblica Serenissima che le riconobbe autonomia gestionale, amministrativa e giuridica. Questo ruolo trovò puntuale riscontro nel Pactum Clugiae, documento che garantiva alla città da parte del governo della Repubblica anche un proprio territorio ben determinato.

La vicinanza della Repubblica Serenissima migliorò le dinamiche delle attività portuali e, in particolare, miglioramenti si riscontrano nelle sue strutture difensive sul lato mare, da cui sarebbero arrivate la maggior parte delle minacce.

La Repubblica di Venezia, nella sua aggressione ai commerci marittimi clodiensi, dopo alcuni secoli, costrinse Chioggia all’alleanza con Genova.

La rivalità economica tra queste due grandi repubbliche marinare medievali fu risolta solo dalla guerra navale di Chioggia (1378–81) e terminò formalmente nel 1381 con la Pace di Torino.
La guerra marittima, con la vittoria di Venezia, piegò per molti secoli ancora la vitalità commerciale di Chioggia, ridotta a porto peschereccio, a produttore di sale e al piccolo traffico con la sponda istriana e dalmata.

I veneziani ricostruirono immediatamente la città e la rafforzarono con opere ancora più
difensive, molte di Michele Sanmicheli (1484-1559), che costruì mura e fortificazioni. Questi includono il Forte di San Felice del XIV secolo.

La guerra di Chioggia costituisce il vero e proprio spartiacque storico che separa la "ricca città del sale" dalla città distrutta e spopolata.
Al contrario di Venezia, Chioggia non riuscì rapidamente a recuperare le sue floride condizioni anteguerra e per tutto il XV secolo fu impegnata nel faticoso tentativo di attuare un recupero economico-sociale e demografico.

La rinascita della città si rivelò molto difficile, soprattutto a causa della situazione economica negativa in cui versava la produzione di sale Clugie (prodotto a Chioggia).
Si ridusse il numero e le dimensioni delle saline di Chioggia, che precedentemente occupavano spazi lagunari ampissimi.

La pesca lagunare acquistava un ruolo ben più importante che in passato e si veniva inoltre nel contempo a sviluppare una buona propensione verso i commerci marittimi nel Mediterraneo orientale. Grazie all’aumento di una flottiglia ben equipaggiata i traffici marittimi divennero sempre più intensi e remunerativi, sulla scia dei grandi commercianti della Repubblica Veneta. Al fiorire a Chioggia dei traffici e commerci marittimi corrisponde in questo periodo la nascita di grandi navigatori e commercianti; basti ricordare su tutti Giovanni Caboto e Nicolò de’Conti. Va ricordato che la costruzione di imbarcazioni ha una antica e gloriosa tradizione in Chioggia che trova storicamente un prestigioso riscontro a livello sociale e religioso nella Mariegola dei Calafati, statuto che, risalendo al 1211, rappresenta nell’Italia del periodo comunale uno dei più antichi e completi ordinamenti corporativi delle arti e dei mestieri.

Durante il diciassettesimo e il diciottesimo secolo Chioggia ebbe un altro periodo di intensa attività edilizia, in particolare la ricostruzione di vecchi edifici come la Cattedrale o il Municipio.
Con la caduta di Venezia (per Napoleone) Chioggia fu quindi soggetta al dominio francese (1797) e successivamente ad austriaco, fino al 1866, quando entrò nel Regno d'Italia.
 
L'inizio del declino di Venezia come potente Repubblica marinara fu la fine del porto di Chioggia.
La pesca è storicamente il sostentamento del porto, ma il porto di Chioggia, oltre ad essere il principale porto peschereccio d'Italia (al secondo posto dopo Marzara del Vallo) con un importante mercato all'ingrosso, ha raggiunto buoni livelli di produttività e competitività anche in altri settori come le rinfuse, i carichi eccezionali e il traffico passeggeri con navi da crociera di piccole dimensioni.