Venezia cancella il "visto a entrare"

 

Meno "carta" per un porto più efficiente. Ci sono voluti 2 anni di lavoro e impegno ma alla fine l’obbiettivo è stato centrato: dal 21 marzo non sarà più necessario il “visto a entrare” per le merci in export dal Porto di Venezia. Un risultato importante che consente di snellire sensibilmente le procedure di ingresso finora “appesantite” dalla necessità di vidimare documenti cartacei e consegnarli poi agli spedizionieri.
Il visto a entrare risultava essere una procedura che comportava dinamiche tortuose dato che, il camionista in arrivo al varco portuale, una volta esibiti i documenti alla Guardia di Finanza e ottenute 3 vidimazioni, doveva entrare dal varco, parcheggiare momentaneamente il camion, recarsi fisicamente a inserire il documento del “Visto a entrare” in una apposita casella riservata a ciascun spedizioniere (che avrebbe poi lanciato la bolletta doganale”), per poi salire nuovamente a bordo del camion e raggiungere il varco del Terminal di riferimento.
Una dinamica lenta e caotica non prevista peraltro da alcuna norma.
Ecco perché, finalmente, acquisita la consapevolezza di porre rimedio a tale stortura e a seguito di necessari incontri utili ad approfondire la tematica e individuare eventuali criticità, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con proprio provvedimento, ha abolito lo scorso anno il visto a entrare per le sole merci che facevano dogana in porto e, a partire dal 21 marzo di quest’anno, per tutte le merci.
Unica eccezione sono le merci sottoposte a accisa e imposta di consumo, che tuttavia pesano solo per il 3% del totale e sono quasi esclusivamente le provviste di bordo per gli equipaggi delle navi.