Recupero e riconversione dei Fabbricati 12 e 13

 

La riconversione, terminata nel 2007, dei magazzini 12 e 13 collocati a Santa Marta (e del magazzino 15 nel 2010, nuova sede della Capitaneria di Porto di Venezia) per farne la nuova sede dell’Autorità Portuale, ha contribuito fortemente alla riconversione del waterfront di Venezia.
Gli obiettivi che l’Autorità Portuale intendeva raggiungere con il recupero di questi due edifici erano:

  •  spostare la sede dell’ente nella cittadella del terziario portuale;
  •   riunificare il personale dell’ente in un’unica sede (prima gli uffici tecnici avevano sede all’interno del Porto Commerciale di Marghera, mentre gli amministrativi si trovavano nel centro storico);
  •   favorire il contatto tra i diversi soggetti che operano nel porto e per il porto, molti dei quali insediati nel waterfront di San Basilio e Santa Marta.
Il fabbricato 12 prima del restauro
Il fabbricato 12 prima del restauro
Il fabbricato 12 dopo il restauro
Il fabbricato 12 dopo il restauro

La logica degli interventi

L’edificio di maggior pregio tra quelli del waterfront risultava essere all’epoca il fabbricato 13, in quanto posizionato sul Canale della Giudecca e quindi visibile e riconoscibile anche da tutti i veneziani e dai turisti che avrebbero attraversato tale canale con mezzo pubblico o imbarcazione privata. Tale fabbricato sarebbe stato destinato agli uffici dei vertici dell’ente tenuto conto che anche la struttura interna sarebbe stata adeguata ai requisiti di rappresentanza istituzionale.
Il fabbricato 12, anch’esso posizionato “fronte canale”, si decise di dedicarlo agli uffici tecnici dell’Autorità Portuale, rispondendo l’edificio a requisiti diversi.
Gli interventi che sono stati attivati sulle strutture per il loro recupero, hanno soddisfatto dunque esigenze specifiche:

  • per il fabbricato 13 è stato previsto un restauro esterno che ne trasmettesse un’immagine di alta formalità e prestigio;
  • per il fabbricato 12 l’immagine esterna ha dovuto assecondare la diversità delle varie funzioni che ospita.

In questa dialettica progettuale risiede l'idea portante del progetto, dialettica che coincide del resto con le indicazioni date dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici nel pieno rispetto dei prospetti degli edifici e delle strutture portanti.
D’altra parte, pur mantenendo i volumi esistenti e le caratteristiche tipologiche, si è ottenuta l’autorizzazione ad inserire delle varianti (come “nuovi solai per aumentare il numero dei piani”) al fine di un recupero dell'edificio per funzioni diverse da quella di magazzino portuale, funzioni che sono state soddisfatte con la massima flessibilità degli spazi interni che presentano sia ampi spazi di rappresentanza, sia moduli più contenuti per gli uffici.

L’intervento: i costi, i tempi, gli architetti e i costruttori

Per realizzare il restauro è stato effettuato un pubblico incanto per l’affidamento della progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva dell’intervento di ristrutturazione, con lo scopo di realizzare uffici e sedi di attività accessorie nei fabbricati portuali 12 e 13 a Marittima.
Alla gara hanno partecipato 8 concorrenti tra i quali è stato incaricato lo studio Veneti Ingegneri Architetti “VENET.I.A.”.
L’esecuzione dei lavori è stata aggiudicata, mediante pubblico incanto, dall’ATI Gherardi Ing. Giancarlo S.p.A. e Dani Costruzioni S.r.l.
Al fine di poter procedere alla messa in atto dell’opera di ristrutturazione, sono state precedentemente commissionate indagini strutturali integrative, con lo scopo di eseguire un rilievo archeologico della fondazione di una struttura muraria scoperta al di sotto del piano di calpestio.
L’intervento, costato complessivamente 6.000.000 di euro, è stato portato a termine nel corso di 4 anni, dal 2004 al 2008.

Il fabbricato 13 prima del restauro
Il fabbricato 13 prima del restauro
Il fabbricato 13 dopo il restauro. Ora è la sede di APV
Il fabbricato 13 dopo il restauro. Ora è la sede di APV