Quando Marittima era uno scalo merci

 

In questo nuovo appuntamento con la storia del Porto di Venezia ritorniamo su un aspetto del lavoro portuale che avevamo già conosciuto in una precedente newsletter: i “giornali di Magazzino” o registri di sbarco. I registri di sbarco, compilati dal responsabile del magazzino in cui veniva stipata la merce scaricata dalla nave, raccoglievano le informazioni relative allo sbarco: il nome del piroscafo e il suo raccomandatario, la qualità e quantità delle merci sbarcate, i giorni dello sbarco, eventuali osservazioni sulle condizioni delle merci. In questo caso seguiremo tre registri che coprono il periodo dal 1958 al 1985 e che riguardano gli sbarchi nel porto di Marittima a Venezia che allora era porto commerciale, non crocieristico come è oggi. Tra i magazzini di scarico figura anche il Magazzino 117, oggi sede dell’Archivio storico dell’Autorità Portuale, convertito a tale scopo dopo la fine dell’era commerciale dello scalo di Marittima, avvenuto a partire dagli anni ’90. Nei registri degli sbarchi in Marittima troviamo merci, per così dire, “raffinate ed esotiche” (balle di lana, vino, liquori, pepe, chiodi di garofano e ananas) ma anche materiale grezzo. Di lì a poco, la nuova vocazione dei due scali si sarebbe fatta visibile e definitiva: crocieristica a Marittima, commerciale e industriale a Porto Marghera.