Piano Regolatore - Cenni storici

 

1806
Napoleone istituisce una commissione per studiare "l’armamento" con dighe foranee delle bocche di porto con l’obiettivo di ripristinare la funzione di Venezia quale base navale di primaria importanza per l’impero. Nel 1839 iniziano i lavori alla bocca di Malamocco (ultimati nel 1872).

1882-1910
Il canale che collegava la Bocca di Malamocco a Venezia era di difficile mantenimento e, visto che i traffici e la dimensione delle navi aumentava, si convenne di spostare tutto il traffico alla Bocca di Porto di S.Nicolò (lavori 1882/1892) e di attrezzare un nuovo porto commerciale nell’area di “Marittima” (1868).

Inizi del Secolo
Il Porto di Venezia, allora secondo porto italiano, non aveva più spazi sufficienti per gestire i traffici, nacque quindi l’esigenza di creare un nuovo porto "sussidiario" in terraferma, per ospitare soprattutto i traffici di petrolio e carbone e per sfruttare le ormai notevoli potenzialità del trasporto ferroviario. All’inizio del ‘900 viene scavato in due fasi (prima e dopo la Prima Guerra Mondiale) il canaie Vittorio Emanuele.

26 luglio 1917
Nasce Porto Marghera, con decreto Iuogotenenziale che sanciva l’annessione della nuova area al Comune di Venezia. Iniziano i lavori di scavo dei canali e di costruzione delle banchine, contestualmente al "risanamento" di un’area malarica. Venezia e il porto diventano un unicum: sono collegate da una linea ferroviaria e una buona rete stradale alle spalle ma soprattutto godono di una posizione geografica strategica.

30 ottobre 1925 e 18 agosto 1926 (fino al 1946)
Viene redatto il primo Piano regolatore ('25) e una convenzione ('26) che affidano alla Societé Anonima del Porto Industriale di Venezia i lavori per la creazione della "Prima zona Industriale" di Porto Marghera e si prevede, già allora, che l’area di 550 ettari (distinta in tre settori: petrolifero, industriale e commerciale) possa essere in future ampliata fino a Fusina per un totale di 1000 ettari di cui 800 a fini industriali.

27 agosto 1953 (Secondo Piano Regolatore) e variante del 6 giugno 1256
Prevede la realizzazione della "Seconda: zona industriale” affidata congiuntamente allo Stato (Genio Civile per le Opere Marittime) e agli enti locali veneziani riuniti nel “Consorzio per lo sviluppo del porto e della zona industriale di Venezia—Marghera”. Lo stato si occupa dell'escavo dei canali marittimi e il Consorzio della costruzione di strade e ferrovie nell’entroterra. Il progetto prevedeva inoltre l’apertura di un nuovo canale di grande navigazione tra la Bocca di Malamocco e Marghera per deviare il traffico dal centro storico e di costruire un porto petrolifero a sud dell’area.

2 marzo 1963
Viene istituito il “Consorzio obbligatorio pe il nuovo ampliamento del porto e della zona industriale di Venezia-Marghera” e si individua una nuova zona di espansione dell’area, la “Terza zona industriale”. Nel 1965 viene redatto ii terzo Piano Regolatore Portuale che prevede l’espansione verso sud del porto di Marghera con la localizzazione del nuovo terminal petrolifero a San Leonardo e la creazione del canale Malamocco-Marghera per permettere una nuova accessibilità alle navi commerciali, industriali e petrolifere attraverso la bocca di Porto di Malamocco.

2016, oggi
Porto e Comune, di nuovo insieme, scrivono una nuova pagina della storia di Venezia.