Pianificazione Strategica

 

La pianificazione si realizza in primis considerando il quadro programmatico sovraordinato: europeo e nazionale quindi, con una metodologia, individuata sulla base di un’analisi di best practice di letteratura e di applicazioni a casi reali, coniuga due approcci che oggigiorno sono inscindibili: l’approccio funzionale alle filiere produttive e alle relative catene logistiche e l’approccio relazionale al territorio.

Se infatti la valutazione dello sviluppo del porto non può prescindere dal mettere a sistema tutti gli elementi che consentono la valorizzazione delle catene logistiche in essere e che consentono la creazione di nuove (impatto economico), tuttavia dovranno esser tenuti in debito conto gli effetti più ampi che investono il porto stesso ed il territorio in termini occupazionali, sociali ed ambientali, di safety and security, ecc.

La pianificazione portuale, quindi, deve sempre più tener conto di una serie di fattori che derivano da portatori di interesse esterni e che rappresentano un valore aggiunto per l’economia marittima e territoriale in quanto valorizzano il ruolo del porto nel suo contesto come un unico sistema economico interattivo.

Il porto svolge infatti, nella sua operatività, un ruolo più ampio legato ai mercati ed al territorio che si esprime sia in termini di benefici che in termini di costi (esternalità) e il cui sviluppo va individuato e pianificato considerando, come detto, gli indirizzi europei, nazionali e locali.

Con l’adozione di tecniche di supporto alle decisioni, come analisi multicriteria, analisi costi/benefici ecc, si individuano le soluzioni migliori per lo sviluppo del sistema portuale.
La pianificazione nel suo complesso, anche con un processo di condivisione con gli stakeholder, si esprime con l’adozione e approvazione degli apposti documenti previsti dalla L.84/1994 il Piano Regolatore Portuale e il Piano Operativo Triennale nonché il programma triennale dei lavori previsto dal L. 50/2016 “Codice dei Contratti Pubblici”.