Nasce la nuova Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale

 
Mercoledì
08
Mar
2017

Un nuovo vertice per un nuovo ente. Con la nomina del nuovo Presidente Pino Musolino infatti nasce anche la Nuova Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale che riunisce le realtà portuali di Venezia e Chioggia all’interno di un unico sistema amministrativo unificato.
Sono numerose le sfide che attendono il nuovo Presidente ma gli obbiettivi sono chiari.

Nel corso della Conferenza Stampa di presentazione, tenutasi il giorno successivo all’accettazione dell’incarico, il Presidente Musolino ha infatti voluto indicare quali sono i nodi strategici che intende perseguire nel corso del suo mandato a partire dalla consapevolezza che i cittadini sono i primi azionisti del Porto di Venezia perché si tratta di un bene pubblico che deve rispondere a interessi pubblici; tanto per le generazioni presenti quanto, se non di più, per le generazioni future.  
Per questo è importante incrementare la capacità e il dinamismo del Porto di Venezia; un porto in grado di rispondere positivamente alle necessità dello shipping, un porto realmente in grado di offrirsi come alternativa economica e occupazionale traendo al sicuro Venezia dalle sabbie mobili della monocultura turistica, una delle cause dello spopolamento e della fuga, soprattutto di giovani, dalla città.

Ciò non deve più accadere. E per farlo oggi abbiamo uno strumento in più. Con la nomina del nuovo Presidente infatti si rinnova anche l’ente portuale che diventa Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, competente per il porto di Venezia e per quello di Chioggia.

È questa la vera, grande novità che emerge oggi perché il nuovo ente, abbinato intelligentemente al Piano Nazionale dei Trasporti e della Logistica, può valorizzare il ruolo della portualità veneta a vantaggio del Paese e non solo. Infatti Venezia è già un nodo di rilevanza europea perché riconosciuto dall’UE come “Core Node” della rete Transeuropea di Trasporto TEN-T.

E proprio per attivare fin da subito le potenzialità di questo nuovo ente, per esprimere al meglio le potenzialità di questa portualità, è necessario mettere in funzione la “macchina” amministrativa. Per questo il primo atto del nuovo Presidente è stato scrivere alla Regione del Veneto, alla Città metropolitana e all’Autorità Marittima, affinché vengano designati i rispettivi rappresentanti nel comitato di gestione.

Solo una macchina amministrativa efficiente infatti potrà perseguire l’obbiettivo del bene comune. E lo dovrà fare basandosi su tre pilastri, imprescindibili, per accettare e vincere le sfide che sarà necessario affrontare nel prossimo futuro: ascolto, incontro e concertazione.
Ascolto di tutti gli interlocutori sociali, politici ed economici; incontro di idee, siano esse favorevoli o critiche; concertazione con gli stakeholders del porto per far emergere proposte concrete e fattibili che possano realmente tradursi in opere utili alla città e al Paese. Perché un uomo solo al comando non vince; perché una grande opera da sola non basta. Le decisioni, quelle utili, arrivano a valle di processi partecipati, non sono frutto di “deus ex-machina”.
Solo così si potrà ricucire uno strappo inconcepibile fra la città di Venezia e il suo porto; due elementi che hanno costruito nei secoli una relazione feconda il cui esito fisico è la città stessa: senza il porto il Palazzo Ducale, i fonteghi, i monumenti che fanno di questa città un tesoro inestimabile non esisterebbero.

E solo così si potrà valorizzare Porto Marghera, una delle più grandi aree industriali d’Europa dove dovranno trovare casa, nelle aree dismesse o non ancora utilizzate (come ad esempio l’area MonteSyndial su cui è prevista la realizzazione di un terminal container con una capacità annua di 1 milione di Teu), nuove attività logistico-portuali, nuove industrie, nuove produzioni ad altissimo valore aggiunto puntando su innovazione e tecnologia avanzata.

Sono molte le cose da fare per raggiungere questi 2 obbiettivi. A cominciare dall’accessibilità nautica che deve essere garantita. L’essenza multiporpouse del porto di Venezia infatti richiede una accessibilità nautica certa, anche in caso di funzionamento del sistema MoSE; e, in tal senso, non va dimenticata la necessità di adeguare la conca di navigazione, senza perdere ulteriormente tempo.  
Ma ogni cosa dovrà essere fatta consapevoli che la nuova Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale opera nell’ambito di una strategia unitaria nazionale ben definita, nell’ottica di una rinnovata collaborazione con il porto di Trieste e i porti dell’Alto Adriatico, nella prospettiva di dare corpo a opere concertate, concrete, cantierabili. Solo così potremmo fornire risposte e soluzioni utili alla città e al Paese.

Il nuovo presidente dell'Autorità di Sistema portuale del Mar Adriatico Settentr
Il nuovo presidente dell'Autorità di Sistema portuale del Mar Adriatico Settentrionale, Pino Musolino