Modalità di accesso alle aree portuali (ord.336/2010) e di esercizio dell’attività

 

Documento ESE-ADD versione 1.0
Aggiornamento: 25 gennaio 2015 – DCOP/LP

In ambito portuale l’attività di Addetto non qualificato nei Terminal Passeggeri è sottoposta ad autorizzazione preventiva nonché a vigilanza dell’APV e delle altre Autorità Istituzionali competenti in materia di safety e security.
Detta attività può essere svolta per le sole mansioni consentite ed esclusivamente secondo le modalità indicate dalla stessa.

L’accesso alle aree portuali e l’esercizio dell’attività è consentito esclusivamente alle persone in regola con l’iscrizione al Registro in parola, autorizzate a prestare specifico servizio e munite di valido permesso di accesso individuale, secondo quanto stabilito da apposita Ordinanza ed in base alle norme e procedure di sicurezza stabilite da APV, dalle altre Autorità istituzionali competenti e dalla Società Terminalista VTP.
Durante la permanenza in ambito portuale il permesso dovrà essere obbligatoriamente sempre esposto in maniera ben visibile. Il suo possesso è obbligatorio per l’ingresso delle persone nelle aree portuali, ma non consente automaticamente l’accesso alle aree sterili o a bordo delle navi ormeggiate in porto, disciplinato da apposite norme  ed autorizzazioni di security.

L’accesso alle aree portuali non può aver luogo con permessi diversi da quello rilasciato da APV.
È in ogni caso vietato utilizzare a tale scopo titoli rilasciati da agenzie marittime, compagnie di navigazione o società, che non hanno alcun valore autorizzativo e non consentono di entrare in area portuale di esercitare servizi riguardanti navi, merci e passeggeri. Fatto salvo il contestuale verificarsi di reati riguardanti l’abusivo esercizio di professioni per le quali sia richiesto specifico titolo abilitativo personale, l’irregolare accesso alle aree portuali comporta la commina delle sanzioni amministrative previste dal Codice della Navigazione, nonché delle sanzioni specificamente previste dalle Ordinanze di riferimento.

L’utilizzo di pins di società o compagnie armatoriali è consentito solo se l’identità riportata su tali supporti coincide con quella del titolo di accesso personale.

L’iscritto che, successivamente alla prima iscrizione o al suo rinnovo, venga assunto in qualità di dipendente da agenzia marittima o società operante nel settore crocieristico, trasforma il suo rapporto di lavoro da collaboratore occasionale a lavoratore dipendente. É perciò tenuto a restituire il proprio permesso individuale per consentire l’emissione del corrispondente sostitutivo intestato alla società per cui opererà, la cui richiesta di rilascio ad APV sarà obbligo dell’azienda interessata.
In caso di smarrimento del badge va presentata immediata denuncia alla Pubblica Sicurezza, di cui  va trasmessa copia ad APV per l’eventuale rilascio di un nuovo permesso di accesso.

Se non preventivamente richiesti ad APV e dalla stessa debitamente autorizzati secondo le norme previste, non è consentito - in alcun caso e per nessun titolo - l’accesso in ambito portuale per l’effettuazione di stages, tirocini professionali, tour formativi o attività similari.

Vedi la mappa dei Terminal Passeggeri (pagina in aggiornamento)