Al vertice del mare Adriatico. All’incrocio dei principali corridoi di trasporto europei. Nodo delle Autostrade del Mare.

Il Porto di Venezia si candida come gateway europeo per i flussi commerciali da e verso l’Asia.

Le origini e la storia

 
La storia di Venezia è indissolubilmente legata alla storia ed alla tradizione millenaria del suo porto, radice del suo splendore artistico e della sua ricchezza, documentata dal VI secolo d.C..

La storia del Porto di Venezia è la storia di una tradizione millenaria

Il porto di Venezia è posto allo sbocco della pianura Padana, non lontano dai valichi alpini che collegano il mondo mediterraneo con l’Europa centrale. Una sottile striscia litoranea interrotta dalle bocche di porto di Lido, Malamocco e Chioggia lo protegge dal mare.

Per secoli la principale via di accesso è la bocca di Lido e il canale si San Nicolò e di conseguenza i primi luoghi di accoglienza delle navi ruotavano intorno all’isola di S.Elena.

Dalla seconda metà del XVI secolo tutti i canali, e in particolare quello di San Nicolò con la bocca di porto di Lido, sono interessati da un processo di interramento che porta, nel 1726, allo scavo del canale di S. Spirito per permettere alle navi di arrivare al porto di Venezia, collocato ormai a San Marco, da Malamocco.

I traffici marittimi si espandono e trasformano in commercio specializzato verso l’Oriente ed il Mediterraneo Occidentale. La città diviene un grande stabilimento portuale, con il cuore nel bacino di San Marco, di fronte a Palazzo Ducale.

Il porto nella storia
Il porto nella storia
Il porto nella storia
Il porto nella storia

Lo sviluppo del porto nella sua forma attuale

Con la fine della Repubblica e per tutta la prima metà dell’Ottocento, la situazione del porto veneziano diventa sempre più difficile, per l’assenza di attrezzatture portuali, di comunicazioni stradali, ferroviarie e idroviarie con il retroterra. Le bocche di porto di Lido sono in tutto o in parte interrate e le strutture portuali inadeguate. Nel 1846 viene inaugurato il ponte ferroviario translagunare. Nel 1869 inizia la costruzione della nuova Stazione marittima nell’area di Santa Marta, e terminata nel 1880, primo nucleo del nuovo porto, collegato alla terraferma attraverso un ponte ferroviario che conduceva alla stazione di Santa Lucia (quest’ultima realizzata a partire dal 1860).

La costruzione della Stazione Marittima e delle strutture portuali adiacenti si traduce nello spostamento del traffico portuale commerciale dal bacino di San Marco all’area ovest della città e l’avvio di un nuovo ciclo per l’economia veneziana che mette fine alla fase della lunga stagnazione ottocentesca.

Dopo appena un ventennio dalla sua costruzione, la Stazione marittima diventa insufficiente a fronteggiare il traffico navale, notevolmente accresciuto per effetto dello sviluppo industriale nel centro insulare e in particolare alla Giudecca. Viene quindi individuata l’area detta dei Bottenighi (poi denominata Porto Marghera) per accogliere le nuove strutture portuali. La creazione di un bacino portuale in terraferma costituisce il definitivo punto di arrivo dello spostamento della portualità verso occidente, iniziato con la costruzione del ponte translagunare e proseguita con la realizzazione della Stazione Marittima. Porto Marghera sorge nel 1917 a seguito di una convenzione tra lo Stato, il Comune e la Società Porto Industriale presieduta da Giuseppe Volpi. Lo sviluppo del porto commerciale, progettato dall’ingegner Coen Cagli nel 1917, insieme alla restante prima zona industriale e lo sviluppo avviene in varie fasi. Nelle intenzioni dei suoi promotori, Porto Marghera doveva avere non solo funzioni di porto d’arrivo delle materie prime (liberando così la Stazione marittima dall’eccesso di tale traffico), ma anche di nuovo centro industriale. Con Porto Marghera, Venezia entra a pieno titolo nello sviluppo della grande industria nazionale. Negli anni Sessanta la crescita dei traffici industriali gravitanti su Porto Marghera richiede l’avvio di un’ulteriore fase di interventi. Nel 1966, in seguito alla crescita dei traffici industriali, viene realizzato il porto petrolifero di San Leonardo e, tre anni più tardi viene ultimato lo scavo del canale Malamocco-Marghera per consentire a tutte le navi petroliere di raggiungere il porto di San Leonardo e le aree industriali attraverso la bocca di porto di Malamocco, evitando così il bacino di San Marco e il centro storico della città.

Il porto nella storia
Il porto nella storia

In questi anni anche la Stazione marittima è oggetto di importanti opere di ristrutturazione: le sue aree più ristrette rispetto allo scalo di terraferma, vengono destinate ad accogliere il traffico commerciale delle merci più redditizie e pregiate

A partire dagli anni Novanta, in seguito al crescente incremento del traffico crocieristico, si è verificato un radicale cambiamento nella tipologia dei traffici destinati a Porto Marghera: la Marittima diviene progressivamente scalo riservato alle navi da crociera e ai traghetti, Porto Marghera al traffico commerciale e industriale. Nell’anno 2000, una volta estromesso definitivamente il traffico commerciale dalla Marittima, vengono avviati interventi che ne cambiano radicalmente l’assetto: le aree di Marittima vengono dedicate al solo traffico passeggeri e gran parte dei magazzini costruiti dagli anni Trenta vengono ristrutturati e trasformati in moderni terminal crociere e in servizi per i passeggeri.

Allo stato attuale il Porto di Venezia conta su tre scali distinti e specializzati: Marghera scalo merci, Marittima scalo passeggeri e Fusina scalo traghetti.

Il porto nella storia
Il porto nella storia