La riqualificazione del waterfront veneziano

 
Il waterfront veneziano come esempio di convivenza simbiotica tra porto e città

Anche se Venezia si può considerare un unico waterfront, quello portuale è il luogo fisico dove la città e il porto si incontrano ed è per questo che rappresenta, come per la maggior parte delle città portuali, un’autentica risorsa e un’occasione di vera e propria riqualificazione per la città stessa.

Sia il waterfront una zona portuale (se si pensa al waterfront portuale di Santa Marta e San Basilio) o una zona commerciale (Porto Marghera) è indubbio che l’elemento di maggior richiamo è dato dalla sua natura di “striscia” di città a contatto con l’acqua e questo rappresenta il suo valore aggiunto rispetto ad altre parti della struttura urbana e del suo territorio.

Il waterfront oggi aperto alla città
Il waterfront oggi aperto alla città

Nel tempo è stato quindi necessario per l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale individuare nuovi strumenti analitici, progettuali e di gestione per la valorizzazione del waterfront del centro storico trasformandolo, da un’area prettamente portuale/commerciale (prima) e passeggeri (dopo) a un area ad uso misto, anche urbano; quindi si è proceduto alla definizione di aree operative dedicate ad attività portuali e aree integrate volte a favorire una miglior convivenza con gli utilizzi e le attività proprie della città. Nel 2000 lo spostamento a Marghera delle attività portuali dedicate al traffico merci ancora insediate nel centro storico ha provocato l’abbandono delle aree e delle vecchie strutture portuali, per lo più magazzini di stoccaggio; da quel momento l’Autorità di Sistema ha attivato quindi un processo di rinnovamento urbano del nucleo storico del porto, con l’abbattimento del muro di separazione tra porto e città, la pedonalizzazione dell’area e il recupero di edifici che sono stati restaurati e destinati a nuove e specifiche funzioni urbane/portuali. Il processo di apertura fisica del waterfront portuale veneziano alla Città, (cioè dell’area di San Basilio e di Santa Marta), è uno degli esempi più lampanti e tangibili della politica di “porto aperto” che l’Autorità di Sistema sta portando avanti ancora oggi con convinzione per stimolare il dialogo e il confronto costante con la comunità locale.

Grazie a un investimento di circa 17 milioni di euro da parte dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, quest’area si è quindi progressivamente trasformata nella “Cittadella del terziario portuale” dove convivono in armonia alcune funzioni portuali (come il traffico passeggeri legato a navi di dimensioni ridotte, le navi veloci, i battelli fluviali, gli yacht), i servizi legati al mondo portuale (è in quest’area che hanno gli uffici molti spedizionieri, agenti e società di servizi portuali), le due istituzioni competenti per il porto (Autorità di Sistema Portuale e Autorità Marittima hanno sede rispettivamente negli antichi magazzini 12 e 13 e nel magazzino 15), le Università cittadine (qui si sono insediate alcune sedi dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia e dell’Università Ca’ Foscari di Venezia).

L'area portuale di Santa Marta in una foto storica
L'area portuale di Santa Marta in una foto storica