Il porto per la qualità dell'aria

 

L'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, consapevole dell’importanza di garantire la qualità dell’aria alla cittadinanza e a chi opera nel porto, già dal 2007 ha adottato una strategia proattiva che prevede, oltre al rispetto delle normative esistenti, una serie di azioni volontarie per ridurre le emissioni in atmosfera, vista la crescita che ha registrato il settore croceristico negli ultimi anni.
A livello internazionale, sia mondiale che europeo, la legislazione in materia di tutela dell’aria prescrive principalmente l'uso di combustibili a basso tenore di zolfo per ridurre le emissioni delle navi.

Nel 2007 è stato sottoscritto il primo Venice Blue Flag dall'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale poi rinnovato annualmente, dalla Capitaneria di Porto, dal Comune di Venezia e dalle compagnie crocieristiche che scalavano al terminal di Marittima. In virtù di questo accordo, le compagnie sottoscrittrici si sono impegnate ad utilizzare carburante con un tenore di zolfo inferiore a 2,5 % in massa per la stagione crocieristica 2007. Questo va visto in relazione alla norma vigente all’epoca (la convenzione MARPOL dell'IMO) che stabiliva nell'allegato VI un livello massimo di zolfo nei carburanti di 4,5 % in massa. Questo accordo è stato rinnovato negli anni successivi, abbassando via via il massimo tenore di zolfo ammesso nei carburanti utilizzati nell’ambito della Laguna di Venezia.

Tale impegno per la qualità dell’aria ha portato a una diminuzione di PM2.5 (polveri fini di diametro inferiore o uguale a 2,5 μm) del 7% nel 2007, di un ulteriore 5% nel 2009 e ancora del 3,5% nel 2012. Questi risultati si sono avuti in stagioni fra loro equiparabili dal punto di vista delle condizioni meteorologiche. Per quanto riguarda invece il traffico passeggeri, sempre dal 2007 al 2009, è da considerare il netto incremento che ha registrato il settore croceristico. In questo contesto, i risultati dell’implementazione dei Venice Blue Flag assumono ancor maggior rilievo.

Nel 2017 l’accordo volontario Venice Blue Flag è stato nuovamente rinnovato.

Nel 2015 l'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale ha rinnovato la sottoscrizione della convenzione con l’Agenzia delle Dogane e la Capitaneria di Porto per il monitoraggio del contenuto di zolfo nei carburanti delle navi, firmata per la prima volta nel 2012. Grazie a queste azioni, è stata creata, nella Laguna di Venezia, una speciale "zona verde": il limite di 0,1 % di zolfo previsto ora dall’accordo è infatti molto inferiore alle indicazioni dell'Unione Europea, che ha fissato il limite allo 3,5% nel corso della navigazione, da ridurre allo 0,5 % entro il 2020.

Gli effetti del Venice Blue Flag 2 sulla qualità dell'aria sono stati calcolati da ARPAV (clicca qui per scaricare gli studi dell'Arpav) e, come si evince dal grafico sotto riportato, si traducono in una riduzione di SOx (ossidi di zolfo) del 91%, in una riduzione di PM (particulate matter, cioè in buona sostanza polveri) del 46% e in una più modesta riduzione di NOx (ossidi di azoto). Le forti riduzioni di SOx e PM sono diretto effetto dell’uso di carburanti a basso tenore di zolfo, mentre i valori relativi agli NOx non presentano forti riduzioni in quanto indicano semplicemente l’attività di combustione

 

Venice Blue Flag
Venice Blue Flag
Confronto tra le emissioni senza e con Venice Blue Flag 2
Confronto tra le emissioni senza e con Venice Blue Flag 2