Il Porto di Venezia alla 15a World Conference Cities e Ports

 
Il porto di Venezia è stato scelto, insieme ad altri 2 scali selezionati a livello globale, da AIVP (Association Internationale Villes et Ports) per presentare i suoi progetti di interazione tra porto e città nel corso della 15th World Conference Cities & Ports, tenutasi dal 5 all’8 ottobre a Rotterdam.
Da
05
Ott
2016
A
08
Ott
2016

Le città portuali sono realtà complesse in cui far convivere la quotidianità degli abitanti e le attività portuali. Due funzioni talvolta contrastanti ma che possono essere ricomposte e trovare un equilibrio o, ancor meglio, reciproca forza propulsiva.

È quanto l’Autorità Portuale di Venezia cerca di fare da almeno 20 anni ovvero da quando, nell’opinione pubblica è andata emergendo la necessità di integrare sempre più funzioni (e spazi) portuali con quelli cittadini; necessità che, tuttavia, ha da sempre caratterizzato la città lagunare.

È proprio in virtù dell’intensa attività che ha interessato le aree del Porto – tanto in terraferma quanto nella città storica – che il porto di Venezia è stato scelto, insieme ad altri 2 scali selezionati a livello globale,  da AIVP (Association Internationale Villes et Ports) per presentare i suoi progetti di crossovers – ovvero di “incroci”, di interazione – tra porto e città nel corso della 15th World Conference Cities & Ports, tenutasi dal 5 all’8 ottobre a Rotterdam, una delle città portuali più importanti d'Europa, nonché uno dei primi dieci scali al mondo per quantità di traffico.

Nel corso della tre giorni, l'Aivp ha riunito circa 450 delegati provenienti da 50 Paesi tra rappresentanti istituzionali, professionali e politici delle città portuali, da architetti a dirigenti degli scali, fino ad analisti e uomini delle istituzioni. E Venezia è stata protagonista grazie alla sua stessa essenza.

Venezia infatti è da sempre stata una città-porto. Nei secoli di massimo splendore della Serenissima la stessa funzione portuale infatti – in virtù della quale oggi Venezia vanta un patrimonio di monumenti e opere d’arte unico al mondo – era completamente integrata nella città.
Man mano che la città non fu più in grado di accogliere navi e flussi di merci crescenti, la portualità seppe dislocarsi in altre parti del territorio veneziano e gli spazi prima occupati videro subentrare attività differenti svolte dai cittadini; non molto diversamente da quanto accade anche oggi. Sono innumerevoli le attività di apertura compiute dall’Autorità Portuale verso la città di spazi una volta riservati esclusivamente alle attività portuali. Ne è un esempio lampante il recupero del waterfront di Santa Marta: dove una volta arrivavano merci, navi e treni oggi si trovano gli uffici istituzionali dell’Ente e della Capitaneria, un centro convegni ricavato dal recupero della Chiesa di Santa Marta e, puntualmente, l’area è interessata da grandi manifestazioni, ad esempio la Venice Marathon.

Ma l’impegno dell’Autorità Portuale non si è fermato solo al recupero del waterfront della città storica. Porto Marghera è stata infatti oggetto di centinaia di milioni di euro di investimenti volti da un lato ad aumentare la competitività dello scalo di Venezia riconvertendo aree dismesse o produzioni obsolete e, dall’altro lato, a bonificare suoli e acque contaminate.
 

Presentazione dei progetti del Porto di Venezia alla World Conference Cities & P
Presentazione dei progetti del Porto di Venezia alla World Conference Cities & Ports
Presentazione dei progetti del Porto di Venezia alla World Conference Cities & P
Presentazione dei progetti del Porto di Venezia alla World Conference Cities & Ports