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Atto formale stipulato nel 1928 tra il Provveditorato al Porto e la “Società Italo Americana Petrolio”, poi denominata “Esso spa”, che nel 1920 presentò domanda di poter occupare per settant’anni, assieme proprio alla Società Italiana Petrolio ed Affini “Nafta” (di cui abbiamo parlato nella scorsa newsletter), “lo specchio acqueo costituente il bacino interno del porticciolo dei petroli allo scopo di utilizzarlo quale approdo per i propri galleggianti e di poter collocare lungo la banchina demaniale delle tubazioni per l’esercizio di un deposito di liquidi infiammabili costruito nelle aree di proprietà della Società stessa adiacenti al porticciolo medesimo”.

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