Dario Petrella - Autorità di Sistema Portuale

 

“Il periodo che stiamo attraversando, inevitabilmente ci costringe a soppesare l’attività lavorativa che svolgiamo, vagliandone i pregi ed i difetti. In tutta onestà, mi reputo un fortunato: la realtà portuale è una filiera produttiva essenziale per l’economia del nostro paese. Non deve essere fermata. Sono Dario Petrella, dipendente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, Porti di Venezia e Chioggia. Svolgo la mansione d’ispettore portuale, un ufficiale di Polizia amministrativa che non mette multe ma consiglia, sensibilizza ed a volte redarguisce con autorevolezza i lavoratori, affinché svolgano l’attività in Porto salvaguardando principalmente l’incolumità propria e del bene demaniale. Faccio parte insieme ad altri 5 colleghi dell’organico formante l’area Sicurezza Vigilanza e Controllo, oramai da diversi anni. 

Luogo anacronistico il Porto. Se da un lato troviamo una città con strade deserte, negozi chiusi, interi quartieri che ricordano estive giornate di tempi passati, specchio dell’isolamento sociale, invero dall'altra rumori assordanti, veicoli e mezzi grandi come palazzi e variegate figure lavorative coinvolte (agenti marittimi, spedizionieri, ormeggiatori, guardie giurate, istituzioni varie), freneticamente ne caratterizzano la quotidianità. Ed è qui che il mio lavoro prende forma. Dotato d’idonei dispositivi di protezione, una spruzzatina d’incoscienza e con la subdola assuefazione al rischio sempre latente, controllo insieme al collega di turno, la regolarità delle attività di sbarco, imbarco e movimentazione di merci, provenienti dalle navi commerciali ormeggiate o per le navi. Merci quali sfarinati, granaglie, prodotti siderurgici, container, carichi eccezionali, di tutto di più.

Negli anni abbiamo imparato a conoscere i lavoratori coinvolti in queste operazioni. Per gran parte vi associamo un nome, un ricordo, un aneddoto. Abbiamo imparato ad ascoltare il loro punto di vista, assimilato i loro consigli, conosciuto i loro pregi, sorriso dei loro difetti, apprezzato l’impegno. Si è creato un legame che va ben oltre il ruolo d’ispettore che svolgiamo: soffriamo e gioiamo insieme di problematiche occupazionali, discorriamo come vecchi amici di sport, famiglia, vacanze, sogni e progetti futuri. Abbiamo imparato a fidarci vicendevolmente. Impossibile quindi non addolorarsi di fronte un loro infortunio, commuoversi di fronte ad un lutto improvviso. Potete ben capire allora quanto sia “difficile” in questo periodo di pandemia, salutarsi a distanza, con diffidenza, con sospetto, evitando pacche sulle spalle e quelle “mascoline” strette di mano, una volta sinonimo di stima e cordialità. Capita anche di doversi allontanare, con una certa disinvoltura quando, nell'animosità del confronto, viene prevaricato il distanziamento sociale.

Ma se son qui a rappresentare tutto ciò, è per dar voce ad una realtà lavorativa poco appariscente, ma estremamente fondamentale per la ripresa economica del nostro amato paese, affinché tutti assieme si esca dal buio tunnel che ci ha avvolto, per continuare a raccontare una storia più coinvolgente di prima.”

Dario Petrella - Autorità di Sistema Portuale
Dario Petrella - Autorità di Sistema Portuale