Cavallino Treporti e Mira - Un passo per il PRP

 

Incontro con il Comune di Cavallino Treporti

15 aprile 2016 - Quali funzioni portuali possono interessare Cavallino-Treporti? E in che modo il Piano Regolatore Portuale si può armonizzare con lo sviluppo del Comune? Sono queste 2 delle numerose domande che sono emerse il 15 aprile presso la sala consiliare del Comune nel corso dell’incontro fra il Presidente dell’Autorità Portuale di Venezia Paolo Costa, il Segretario Generale Claudia Marcolin, il Sindaco del Comune di Cavallino-Treporti Roberta Nesto – accompagnata dagli Assessori Francesco Monica, Nicolò D’Este e Giorgia Tagliapietra – e gli esperti che stanno procedendo all’elaborazione di un prima bozza del nuovo strumento di programmazione del Porto di Venezia.
Nel corso dell’incontro il Segretario Generale dell’Autorità Portuale di Venezia ha voluto chiarire le attività finora svolte – iniziate da circa un mese – propedeutiche alla redazione del nuovo Piano Regolatore Portuale e evidenziare il carattere partecipativo che dovrà ispirarne la stesura. Una partecipazione necessaria che deve passare per l’analisi delle opere portuali che insistono in adiacenza ai territori comunali e le funzioni – odierne e future, anche nell’ottica dei progetti di sviluppo del Porto di Venezia – connesse all’attività dello scalo veneziano e che riguardano le realtà locali.
Un lavoro complesso quindi che, a Cavallino-Treporti, insiste in particolare modo sulle strutture presenti nel territorio e aventi funzione portuale: il porto rifugio e i pontili.
L’apertura, avanzata dall’Autorità Portuale, è stata ben accolta dal Sindaco del comune litoraneo che ha ribadito come sia non solo auspicabile ma anche possibile dare concretezza alla concertazione avviata e trovare una compenetrazione fra le attività portuali e le funzioni sociali, civile ed economiche proprie dell’amministrazione comunale.
Uno dei temi principali affrontati durante la visita ha riguardato l’adiacenza fra l’area operativa del Sistema MoSE (l’opera ricade nel Demanio marittimo e quindi potrebbe assumere funzioni portuali) e il territorio comunale. Unanime la volontà di trovare armonia tra demanio portuale e competenza comunale.
È vero infatti che il Comune ha nel cassetto vari progetti di valorizzazione paesaggistica di tutto il waterfront, che il Piano di Assetto Territoriale comunale è concepito in modo da prevedere una flessibilità rispetto a certe aree strategiche che oggi sono interessate dal redigendo Piano Regolatore Portuale e che Cavallino-Treporti punta ad uno modello economico di "turismo rurale" che metta insieme ricettività turistica (il Comune ospita sulle sue spiagge 6 milioni di turisti l’anno) e agricoltura.
Ma è altrettanto vero che, in un contesto di pianificazione esteso come il Piano Regolatore Portuale, un processo di valorizzazione paesaggistica, di recupero del waterfront, di sviluppo di nuove funzioni portuali e marittime utili anche all’amministrazione comunale possono trovare lo spazio che meritano.
Per questo, ad esempio, è stato ribadito nuovamente che, a fronte dei motivi tecnici più volte illustrati, un terminal crocieristico alla bocca di porto di Lido non potrà trovare accoglimento; così come è stata ribadita la disponibilità a valutare le attività diportistiche e nautiche che potrebbero vedere la luce proprio a Cavallino-Treporti (ma anche le attività connesse alla Pesca).
In chiusura un invito del Presidente dell’Autorità Portuale di Venezia, Paolo Costa a tutti i partecipanti: fare uno sforzo di fantasia senza fermarsi davanti agli ostacoli perché solo così sarà possibile immaginare il futuro e fare del Piano Regolatore Portuale un’occasione di sviluppo per le realtà locali.

Incontro con il Comune di Mira

15 aprile 2016 - In attesa di poter presentare le attività in corso, propedeutiche alla redazione del nuovo Piano Regolatore Portuale, all’intero Consiglio Comunale di Mira (questa è la volontà del Porto), il 15 aprile, presso l’Autorità Portuale di Venezia, il Segretario Generale, Dott.ssa Claudia Marcolin, ha incontrato, insieme agli esperti che stanno procedendo all’elaborazione di un prima bozza dello strumento di programmazione del Porto di Venezia, l’Assessore alla  Pianificazione Territoriale e ai Lavori Pubblici Arch. Luciano Claut.
Nel corso dell’incontro il Segretario Generale dell’Autorità Portuale di Venezia, ha voluto chiarire la procedura prevista per l’approvazione del nuovo Piano Regolatore Portuale – una volta redatto in via definitiva – ponendo l’accento sulla necessità di confronto con i Comuni interessati per garantire tanto la definizione del futuro a lungo termine della portualità veneziana, quanto lo sviluppo delle aree urbane contermini all’ambito portuale.
In particolare per quanto concerne l’insieme delle opere portuali che insistono in adiacenza ai territori comunali e le funzioni – odierne e future, anche nell’ottica dei progetti di sviluppo del Porto di Venezia – connesse all’attività dello scalo veneziano, che riguardano le realtà locali.
Per Mira assume quindi particolare rilevanza l’allibo di San Leonardo dedicato al traffico petrolifero, la zona della Cassa di Colmata A e il progetto di completamento e implementazione dell’idrovia Padova-Venezia.
Per quanto riguarda l’allibo petrolifero di San Leonardo, il Segretario Generale ha annunciato che ENI ha richiesto la concessione fino al 2034; un fatto positivo non solo perché conferma la rilevanza del Porto di Venezia per i traffici petroliferi ma anche perché, con la riconversione finalmente compiuta della raffineria, già oggi – e sempre più in futuro – l’allibo di San Leonardo risponde a esigenze di logistica chimica avanzata dato che gli additivi green miscelati ai carburanti vengono inviati alla raffineria proprio attraverso la pipeline che collega San Leonardo a Porto Marghera. Una funzione che è in linea anche con gli scenari infrastrutturali futuri del Porto di Venezia, nella fattispecie la realizzazione del Sistema Portuale Offshore-Onshore, in fase di progettazione avanzata, e la relativa estromissione del traffico petrolifero dalla Laguna di Venezia.
Per quanto riguarda invece il completamento e l’implementazione dell’idrovia Padova-Venezia, è stato ribadito che il progetto è di competenza regionale; ad oggi la fase progettuale non consente di esprimere giudizi sull’opera pertanto ogni ulteriore valutazione verrà esperita in fase di Intesa fra Regione del Veneto e Autorità Portuale di Venezia.
È stato infine rimarcato come l’Autorità Portuale di Venezia partecipa attivamente alla definizione di una strategia di sviluppo dello scalo volta a contemperare le esigenze dell’occupazione con la tutela ambientale e paesaggistica della gronda lagunare e della laguna stessa.