5 sfide per il Porto di Venezia
La prima sfida
La prima sfida che il Porto di Venezia deve vincere è quella dei porti mediterranei rispetto ai porti del Mar del Nord, da Le Havre ad Amburgo. In questa sfida il porto di Venezia deve costruire le necessarie alleanze con tutti i porti che vanno da Valencia, in Spagna, a Costanza, in Romania, sul Mar Nero.
La seconda sfida
La seconda sfida è quella dei porti dell'alto Adriatico, che devono guadagnarsi il ruolo di multi-porto d’Europa convincendo le navi che entrano in Mediterraneo da Suez a risalire l’Adriatico. Questa sfida può essere vinta, battendo la concorrenza degli altri multi-porto del Mediterraneo, solo sulla base di una stretta alleanza – fatta di cooperazione e competizione – con i porti di Ravenna, di Trieste, di Capodistria e di Fiume.
La terza sfida
La terza sfida è quella che Venezia deve vincere insieme all’intera portualità italiana, che ha bisogno di essere messa in condizione di competere con gli altri porti europei sulla base di un quadro normativo all'altezza dei tempi. La posta in gioco sono la quota italiana di transhipment mediterraneo, e la quota del mercato europeo finale.


La quarta sfida
La quarta sfida, particolarmente urgente, può essere vinta dal porto di Venezia solo assieme ai protagonisti del suo hinterland “naturale”, per ridare la “sua” base portuale al sistema logistico e produttivo del Nordest italiano e della Lombardia orientale.
La quinta sfida
La quinta è una sfida tutta locale, che deve dare al porto un assetto infrastrutturale ed organizzativo all’altezza delle sfide precedenti. Un assetto coerente con la salvaguardia di Venezia e della laguna, e con la storia della “Venezia da mar”. Un assetto sostenuto da una efficienza nei trasporti e da una logistica di sistema, nella quale coinvolgere attori pubblici come gli Interporti (a partire da quelli di Verona, Padova e Bologna), e privati, della produzione, del trasporto e della logistica, che alla fine decidono con le loro scelte della fortuna di ogni porto.
Lo cinque sfide devono essere vinte attraverso uno sforzo collettivo, che ha dalla sua l’interesse – mediterraneo, europeo, italiano e veneto – a poter contare di nuovo sul porto che ha fatto per secoli la fortuna di Venezia, e che è all’origine della sua cultura.


